Ingresso e soggiorno di cittadini extra UE che intendono svolgere lavori altamente qualificati

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Pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 256 del 2 novembre c.a., il D.Lgs. n. 152 del 18 ottobre 2023 di attuazione della Direttiva (UE) 2021/1883, sulle nuove condizioni di ingresso e soggiorno, per periodi superiori a tre mesi, dei cittadini stranieri che intendono svolgere lavori altamente qualificati.

Il lavoratore può essere considerato altamente qualificato ed ottenere il rilascio della c.d. Carta Blu UE, qualora, alternativamente, risulti in possesso:

del titolo di istruzione di livello terziario rilasciato dall’autorità competente nel Paese dove è stato conseguito che attesta il completamento di un percorso di istruzione superiore di durata almeno triennale o di una qualificazione professionale di livello post secondario di durata almeno triennale o corrispondente almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni;
dei requisiti previsti dal D.Lgs. n. 206/2007, limitatamente all’esercizio di professioni regolamentate;
di una qualifica professionale superiore attestata da almeno cinque anni di esperienza professionale di livello paragonabile ai titoli d’istruzione superiori di livello terziario, pertinenti alla professione o al settore specificato nel contratto di lavoro o all’offerta vincolante;
di una qualifica professionale superiore attestata da almeno tre anni di esperienza professionale pertinente acquisita nei sette anni precedenti la presentazione della domanda di Carta blu UE, per quanto riguarda dirigenti e specialisti nel settore delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione di cui alla classificazione ISCO-08, n. 133 e n. 25.

Per l’assunzione di tali soggetti, il datore di lavoro non è tenuto a verificare presso il Centro per l’impiego la disponibilità di un lavoratore già presente in Italia.

In attesa che venga rilasciato dalla Questura il permesso di soggiorno (entro 30 giorni dalla richiesta), lo straniero può comunque svolgere un’attività lavorativa.

Il D.Lgs. n. 152/2023 prevede che la Carta blu Ue possa essere convertita in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, per lavoro autonomo o per studio, sussistendone i requisiti.

Lo straniero titolare di Carta blu UE rilasciata da altro Stato membro e in corso di validità può fare ingresso e soggiornare in Italia per svolgere un’attività professionale per un periodo massimo di novanta giorni in un arco temporale di centottanta giorni. Se il soggiorno per lo svolgimento dell’attività altamente qualificata è superiore a 90 giorni, è necessario richiedere il nulla osta ma non il visto d’ingresso.

Lo straniero che perde il posto di lavoro può rendere la dichiarazione di immediata disponibilità senza la necessità di iscriversi alle liste di collocamento.

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